Broken Humanity
Il dipinto che dà nome al progetto riunisce il percorso dei ritratti in un’immagine di portata collettiva. Una figura attraversata da linee e geografie: l’opera centrale di questa prima fase.
Un percorso in due momenti: otto ritratti e il dipinto Broken Humanity, che ne costituisce il culmine; poi Broken Humanity 2.0, l’evoluzione della ricerca.
La fragilità dell’essere umano diventa materia di indagine e riflessione. Attraverso la figura, il corpo e gli elementi simbolici, Broken Humanity esplora le contraddizioni della condizione umana, il rapporto tra vulnerabilità e resistenza, tra sofferenza e possibilità di trasformazione. Il progetto si sviluppa in due momenti distinti, nei quali il linguaggio artistico evolve progressivamente verso una dimensione più intima, spirituale e contemplativa. La ricerca non si limita alla rappresentazione della ferita, ma si apre alla possibilità di una trasformazione interiore, nella quale la luce assume un valore sempre più centrale.
Otto persone, otto storie: Marco P., René, Massimo, Nadia, Stefania, Angelina, Marco Monaldi e Simone Domeniconi. La ricerca parte dall’identità individuale e confluisce nel dipinto che dà il nome al progetto.
Il dipinto che dà nome al progetto riunisce il percorso dei ritratti in un’immagine di portata collettiva. Una figura attraversata da linee e geografie: l’opera centrale di questa prima fase.
Il progetto prosegue con Dichotomy, Sacred Heart, Continua, Luce, Infinito, Vita, Armonia e Chiamata. Sebastian chiude questo secondo momento della ricerca.
Dal ritratto individuale al racconto di una condizione collettiva. Le parole originali del portfolio raccontano la svolta di una ricerca che intreccia pittura, disegno, fili, mappe e materiali.
«Volevo raccontare la storia di uomini e donne, volevo raccontare la vita, volevo raccontare l’umanità in tutte le sue sfumature.»MARCO MONALDI · PORTFOLIO, P. 4
Nel testo introduttivo l’artista ripercorre la necessità di cambiare linguaggio dopo la ricerca sugli angeli. Inizia così una narrazione della vita e dell’identità che attraversa la storia personale, la rottura e la possibilità di trasformazione.
Il passaggio dalle persone ritratte a un’immagine più universale è raccontato esplicitamente nel portfolio:
«Dopo aver realizzato questa serie di ritratti ho sentito il bisogno di rappresentare il concetto di “Broken Humanity” attraverso opere più simboliche e universali.»MARCO MONALDI · PORTFOLIO, P. 9
Le parole presenti nell’opera centrale sono poi commentate a pagina 12: la ricerca dell’unità, dell’empatia e della pace viene contrapposta alla violenza e alla divisione.
Tre testi di interpretazione e sei brevi componimenti, tratti dal portfolio. Gli estratti sono distinti dalle note redazionali; ogni scheda permette di consultare la pagina originale.
NOTA DI LETTURA REDAZIONALELe rotture del plexiglass e i simboli degli opposti — maschile e femminile, sole e luna, luce e ombra — raccontano la natura duale dell’umanità. Le mani e le mappe riflettono tensione e possibilità di unione.
L’umanità spezzata è rappresentata nel mio lavoro con le rotture sulla superficie del plexiglassESTRATTO DAL TESTO DELL’ARTISTAVEDI LA PAGINA ORIGINALE ↗ PORTFOLIO / P. 16
NOTA DI LETTURA REDAZIONALEIl riferimento all’iconografia di San Sebastiano parla di vulnerabilità e resistenza. Il filo rosso attraversa la figura come passione, conflitto e dolore, mentre la speranza resta il nucleo dell’opera.
[…] l'umanità che è vittima, che soffre e che, anche se trafitta e ferita, non smette mai di sperare che le cose possano cambiare e migliorare.ESTRATTO DAL TESTO DELL’ARTISTAVEDI LA PAGINA ORIGINALE ↗ PORTFOLIO / P. 19
NOTA DI LETTURA REDAZIONALEIl Sacro Cuore viene pensato come luogo della ferita e della trasformazione. La retroilluminazione attraversa il plexiglass e trasforma la luce in parte dell’opera: non una semplice decorazione, ma un segno della possibilità di cambiamento.
Il cuore diventa leggero e risplende.ESTRATTO DAL TESTO DELL’ARTISTAVEDI LA PAGINA ORIGINALE ↗ PORTFOLIO / P. 26
Nelle opere successive la parola diventa essenziale: energia generativa, assenza, infinito, vita, armonia e chiamata.
A te energia generativa. Che accogli la vita, ma vieni offesa con la morte. A te che dai alla luce, ma l'umanità ti spinge nel buio. Nelle tue linee sinuose c'è la firma della madre terra. Offesa, aggredita, degradata. Continui con resilienza a rispondere alla natura. Continui con tenacia a ricostruire ciò che l'uomo preferisce distruggere. Ti prego continua, continua ad avere fiducia e non smettere mai di Amare.
Verrò a cercarti nel vuoto. verrò a cercarti nell'assenza. verrò a cercarti nel buco nero dell'esistenza.
Non c’è spazio, non c’è tempo. Ma un flusso infinito di esperienze. Non c’è meta, né partenza. Ma un ciclo infinito di strade. Non c’è nascita, né morte. Onde interminabili di esperienze. Nel silenzio le esperienze prendono Vita.
Afferra la vita con dolcezza, ma che la presa sia forte e decisa. Imprimi in essa l’energia, quella più pura e limpida. Rallegrati per ogni istante. Che i dispiaceri non siano eterni, che l’amore sia infinito.
Il magico accordo, il segreto nascosto tra le note, nei colori, nel gioco dei contrasti, nelle sfumature tra il bianco e il nero. Realizzarla è il fine più alto.
Sommessamente abbassi lo sguardo e attendi la luce del verbo. Accogli il volere dell’infinito e ne fai la tua missione. Concedi la tua grazia a questa umanità spezzata.
Due opere circolari documentano la transizione verso la ricerca successiva. Le immagini e il loro visualizzatore sono raccolti in una pagina dedicata.
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